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Gli infermieri sostengono i giovani negli scioperi climatici ambientali

Dal 20 al 27 settembre 2019, il mondo ha assistito alla più grande mobilitazione per il clima nella storia, con oltre 7,6 milioni di persone in 185 paesi scesi nelle strade per chiedere ai governi un'azione immediata sui cambiamenti climatici in atto. Guidati da una coalizione multigenerazionale e diversificata di organizzazioni dai Fridays for Future a Planet2084, a Extinction Rebellion, gli scioperi climatici globali si sono svolti durante la Global Climate Strike Week.


Anche in Italia la mobilitazione è stata molto partecipata. Studenti di ogni età, universitari, genitori, nonni e prof. A Genova sono 10mila, a Napoli 80mila con un corteo lungo un chilometro e mezzo, a Milano 150mila e a Roma 200mila. E poi 50mila a Firenze, 20mila a Torino e Bologna e 10mila a Palermo e Bari.

I numeri sono degli organizzatori di Fridays for Future, che fanno un conteggio complessivo per l’Italia: oltre un milione di persone hanno partecipato ai cortei per il clima. Hanno invaso piazze e strade in 160 città italiane per il terzo global strike, seguendo l’onda del movimento ispirato da Greta Thunberg, che questa settimana era all’Onu per il summit sul clima. Fiumi di persone da Nord a Sud per chiedere alla politica di agire per salvare il pianeta, passando dagli annunci ai fatti.


Con loro anche moltissimi infermieri hanno partecipato allo sciopero, intervenendo in diverse piazze italiane, portando l'attenzione sugli impatti che la crisi ecologica in atto produce sulla salute: "I cambiamenti climatici rappresentano la principale minaccia allo sviluppo globale e in un tempo relativamente breve, potrebbero mettere a serio repentaglio gli ultimi 50 anni di progresso nella salute pubblica occidentale, con costi umani e materiali di proporzioni incalcolabili", ha dichiarato Marco Carraro infermiere domiciliare ad Alta Intensità e attivista di AISA dalla piazza di Roma.

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©2019 di Alleanza degli Infermieri per la Salute Ambientale, sostenuta da Associazione Planet2084 Onlus ,

in collaborazione con Alliance of Nurses for Healthy Environments USA

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